26Dec

07.07.2009 – Alla ricerca del mandante e dell’assassino. Lettera aperta a Lorenzo “Jovanotti”

ALLA RICERCA DEL MANDANTE E DELL’ASSASSINO.
Lettera aperta a Jovanotti

Caro Lorenzo “Jovanotti” Cherubini,
siamo appassionati lettori dei tuoi interessanti reportage che stai scrivendo in questi giorni da New York per il quotidiano L’Unità, dove sei andato per far conoscere la tua musica e promuovere così il nostro Made in Italy musicale, ritenendoli ogni giorno righe di riflessioni sempre molto stimolanti.

A tal proposito, come operatori del settore, presenti con oltre 30 associazioni di settore nel “Coordinamento Nazionale degli Amici della Musica”, ti chiediamo, come novelli Sherlok Holmes, di aiutarci a indagare, di fronte alla morte di un intero settore, chi sia l’assassino e chi il mandante.
Chi è l’assassino che ha ucciso un settore, quello discografico e musicale che, come dimostrano i dati degli ultimi anni, si riduce sempre più al lumicino? E chi è il mandante, il vero e proprio ladro che deruba giorno per giorno contenuti (musicali nel nostro caso, ma è evidente come industrie “vicine” come quella cinematografica comincino fortemente ad accusare gli stessi mali)? Contenuti che, è sempre bene ricordarlo, rappresentano la ragion d’essere di un artista ed allo stesso tempo il dono più grande per il pubblico di tutto il mondo; Un bene dono che deve essere difeso. Un bene che deve essere difeso e aiutato a crescere.
Il dibattito degli ultimi anni su questo tema sembra aver dato una risposta: una serie di piccoli assassini del settore, impersonati da ragazzi dai quindici ai venti anni che davanti al proprio pc scaricavano musica illegalmente; il mandante, invece, è stato incarnato per un periodo da Napster e poi via via da tutti gli altri sistemi di file-sharing che ne sono seguiti.

Noi vorremmo riaprire il caso, riaprire l’inchiesta, rimettendo un po’ le mani a tutto il processo.
Con l’aiuto di Simon Wheeler della WIN, l’associazione mondiale delle associazioni dei discografici indipendenti, stiamo cercando di capire se effettivamente stanno così le cose o se, come spesso accade, sull’onda emotiva del momento siano state tratte conclusioni affrettate e forse un po’ di comodo.
E se i mandanti fossero proprio i protagonisti della Net Economy, ovvero i venditori di PC e di supporti digitali, i creatori di programmi, le compagnie telefoniche che guadagnano grazie agli abbonamenti? Il tutto realizzato con il beneplacito dell’industria discografica di riferimento, finora nella veste di gendarmeria di provincia, pronta a pescare “nella rete” il pesce piccolo, solo perché non si ha la forza e il coraggio di farlo con quello grande, che rimane il vero mandante dell’assassinio del mercato.

Ebbene, se il processo sulla morte della discografia che si va a riaprire dovesse scoprire quello che noi fermamente pensiamo, il mandante dovrà pagare. Non certo con la detenzione, ma offrendo il giusto contributo verso chi (artisti e operatori), a causa di queste scellerate azioni degli anni passati, ha dovuto completamente ridimensionare la propria esistenza, fino al punto in molti casi, di dover fare altro per poter vivere. Naturalmente non si parla del solo settore indipendente, anzi!
La Win, infatti, sta già richiedendo a livello mondiale i compensi spettanti ad artisti e produttori per la loro creatività alle multinazionali di internet e della telefonia. Cosa che, come discografia indipendente, vorremmo poter impostare anche in Italia.

Caro Lorenzo, ci aspettiamo quindi che su questa, come su tante altre battaglie dove generosamente sei sempre stato presente in prima fila, tu possa affiancarci e sostenerci per dare un futuro di musica alle nuove generazioni, superando questa fase così difficile non tanto dal punto di vista della diffusione, ma nel reperimento delle risorse che permettano ulteriori svolte innovative e creative nel fare musica.